lunedì 18 aprile 2016

Trash e sublime


Mi sono iscritto alla "Flat Earth Society". Essendo peraltro già un acceso sostenitore della teoria della terra cava, questo mi ingenera un problema di armonizzazione logica non piccolo.
Ma del resto, in un universo quantistico in cui i gatti possono essere insieme vivi e morti, che il nostro pianeta possa essere contemporaneamente piatto e tondo dovrebbe rientrare nel novero delle possibilità.
E comunque non essere causa di turbamento più di tanto.

mercoledì 6 aprile 2016

Il bello è difficile



Si narra che una notte il poeta Yates, abbia fatto visita al suo amico Beardsley. E trovandolo febbricitante ancora chino sul suo lavoro, gli abbia chiesto perché non si riposasse un poco.

Il giovane pittore era afflitto da tubercolosi ormai nello stadio finale, e sarebbe morto di lì a non molto. Ma ciò nonostante consumava il poco tempo rimasto nel perfezionamento della sua opera.

"Il bello è difficile, Yates" rispose l'artista all'amico, compendiando in queste poche parole insieme la gloria e la tragedia dell'arte: un sogno sempre inseguito e mai raggiunto, che la nostra mente può concepire ma mai realizzare compiutamente.

Come la freccia di Zenone, scagliata verso un bersaglio che si prende gioco di essa.


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giovedì 31 marzo 2016

M-Files - casi misteriosi, bizzarrie, mostruosità e scienza di confine.




E' terminata da poco la riproposizione in tv della famosa serie X-Files, dopo diversi anni di interruzione.
Benissimo, la attendevo anche io con ansia. Ma prima ancora di sapere di questo ritorno, da tempo con alcuni amici si lavorava al recupero degli M-files, episodi del Ventennio ben più cupi e misteriosi dei loro emuli americani!

Casi inquietanti, ai limiti della scienza conosciuta. Perché l'Italia tra le due guerre, sotto la coltre rasserenante delle veline ministeriali e dei telefoni bianchi, era davvero piena di misteri. Nel ’33 un’astronave cadde vicino Varese? E Marconi, che forse nel ’21 aveva intercettato dei messaggi radio da Marte, mise a punto il raggio della morte? E’ vero che il generale Nobile si spinse verso il polo alla ricerca dell’accesso al regno sotterraneo di Agharti? E dove finì il ventiseiesimo aereo della trasvolata di Balbo, sparito in mezzo all’Atlantico? Chi era il misterioso giocatore che a Venezia fece saltare il banco sette volte, prima di sparire con il suo incredibile metodo, e a chi apparteneva il sommergibile privo di insegne che in quegli anni assaltava le navi nel Tirreno? E il chimico Varilov, riparato in Italia dalle purghe staliniste, che produce un oro artificiale in grado di ingannare anche i tecnici della Banca d’Italia? C’era una setta neopagana dietro l’attentato a Mussolini del ’31? E le ricerche genetiche per il miglioramento della razza, che fecero inorridire Agostino Gemelli? E… insomma tanti X-files nostrani, o appunto M-files, visto il contesto.

Tutta roba "autentica e garantita", un intero archivio di storie tratte dalle avventure dagli agenti della sezione speciale del gruppo RS-33: giovani universitari arditissimi ma certo poco ortodossi come rappresentanti del Regime. E che verranno raccontate nei prossimi tempi, su carta e on line, per telefono, a voce, tradotte anche in figure e in codice Morse: interni rigorosamente Art Déco, donne affascinanti, spie e treni internazionali, laboratori e scienziati pazzi, gangster in ghette e marsina, macchine impossibili, piroscafi e trimotori, aroma di Mitsouko…
Intanto, se volete farvene un’idea in attesa dei primi episodi, qui c’è un piccolo assaggio:

http://www.amazon.it/M-Files-Gli-agenti-segreti-Marconi-ebook/dp/B01DH0L9AO?ie=UTF8&*Version*=1&*entries*=0

E per gli aggiornamenti seguite la pagina M-files su Facebook. Ne vedrete delle belle (certo, anche belle donne, naturalmente).

mercoledì 25 novembre 2015

Il gatto di Schrödinger è morto.

Mi capita spesso di sentirmi chiedere: ma quanto di vero c'è in quello che racconti? E qual è il rapporto tra le tue storie e la realtà?

La mia risposta è sempre diversa, a seconda dell'umore del momento, della maggiore o minore simpatia del richiedente, della occasionale disponibilità di tempo. Spesso sono risposte articolate, talvolta concettose, altre volte più generiche e sbrigative ma comunque ogni volta mi metto lì e ne formulo una, perché anche l'ultimo dei lettori ha diritto a una sua seppur piccola soddisfazione.
Se avessi pazienza, o meglio ancora una graziosa segretaria al seguito con il compito di registrare le mie risposte, potrei anche metter su un bel librone di narratologia stampandole tutte in fila. In anni ormai di presentazioni, incontri, convegni, interviste e poi chiacchierate tra amici e blog e Facebook e email ne avrei a centinaia da ripetere.
E invece niente, perché sono un uomo di coscienza, con una sua anche se strampalata moralità. E come tale so che la risposta vera è una sola: tra quello che scrivo e la realtà non c'è assolutamente alcun rapporto.

Ohibò, si dirà. E allora l'aggettivo "storico" che spesso accompagna i tuoi titoli come si giustifica? Se c'è qualcosa di reale non è appunto il dato storico? Se la "verità" non è altro che "ἀ–λήθεια" ossia ciò che non si nasconde, cose ci può essere di meno occultabile di un fatto ormai accaduto, e che il suo stesso accadimento consegna nelle nostre mani cristallizzato e inamovibile?
Ciò che è accaduto non è vero in essenza?

Ahimè no, amici miei: ciò che è accaduto è una somma di ingannevoli apparenze. Perché su tutti i fatti accaduti una dea burlona, anzi la più irridente delle divinità, Maja, ha disteso il suo velo negandoci ogni possibilità di visione chiara e inequivocabile. E condannandoci per sempre soltanto a una approssimativa e miserevole interpretazione. E dunque è questa la mia vera risposta: in tutto quello che scrivo non c'è niente di vero, ma soltanto quello che a me sembra vero, in una confusione gioiosa di pure probabilità in cui tutto è vero e tutto è falso allo stesso tempo e tutto vive e tutto muore come nella scatola di Schrödinger. Ogni mia storia non è che il filo di un'Arianna perversa, che invece di condurre alla salvezza sprofonda sempre più nel labirinto. Ma niente paura: al fondo della discesa non è in agguato l'orrido Minotauro, ma solo l'inizio di una nuova storia.

Per cui l'eventuale lettore che fosse intrigato, oltre che dal problema della realtà, anche dal paradosso di Schrödinger, può senz'altro tranquillizzarsi: la realtà non esiste, e il gatto è morto.

venerdì 9 ottobre 2015

L'enigma di Narciso

Gli scrittori eleggono a propria protettrice la Musa, e a lei rivolgono preci e auspici.
Ma in realtà è a se stessi che pensano quando rivolgono gli occhi al cielo: e quell'azzurro che immaginano è solo il riflesso dello specchio in cui si confondono.
Perché ogni scrittore non è che un novello Narciso, che dovrebbe ritrarre gli altri e finisce per ritrarre sempre se stesso, scambiando per un'immagine vera quella che è solo il fantasma del suo io. Portando così alla luce e a compimento l'insanabile contraddizione della scrittura, generosa invenzione di Toth nata per comunicare e che invece, dopo aver distrutto Memoria, è divenuta oggi il massimo canale dell'incomunicabilità.
Allo specchio d'acque degli antichi si è sostituito il pulviscolo elettronico della Rete: ma il naufragio nei gorghi è lo stesso, e analogo il silenzio che si richiude sulla discesa al fondo del povero Narciso.

domenica 27 settembre 2015

Galileo Galilei

E' in arrivi un nuovo romanzo, per la gioia di grandi e piccini! Un breve résumé:

Costantinopoli, inverno del 1605.
Due uomini si guardano negli occhi, prima di salutarsi con un inchino. Il patto è sugellato.
Padova, estate del 1605.
È la donna più bella e conturbante che abbia mai visto. E la più enigmatica. Come il misterioso congegno di cui è in possesso, giunto dalle Indie occidentali: l’Occhio di Dio. Usato un tempo dagli imperatori Inca per scoprire i traditori nascosti tra i cortigiani, perché in grado d’individuare anche in mezzo a una folla chi porti un’arma sotto le vesti. Per Galileo Galilei il segreto del suo funzionamento, e la donna che lo custodisce, diventeranno un’ossessione.
Palmanova, autunno del 1605.
Ne ha sentito magnificare la perfezione geometrica, gli è stata descritta fin nei minimi dettagli, ma nessun disegno o elogio avrebbe potuto preparare Galileo Galilei all’ingresso a Palmanova. Autore di due trattati di architettura militare, Galileo è stato ben lieto di raggiungere il suo amico Sagredo per collaborare alla fortificazione dei bastioni di quella rivoluzionaria città, eretta in difesa del confine orientale della Serenissima. Ma la sua mente è ancora concentrata su quell’oscuro rompicapo, l’Occhio di Dio. Certo che il suo funzionamento si fondi su un fenomeno di natura magnetica, lo scienziato è convinto altresì che possa essere usato per rilevare la presenza di masse metalliche anche a grande distanza. E vorrebbe dunque replicarlo su scala maggiore, immaginando quale incredibile strumento per la guerra sui mari potrebbe divenire. Forse addirittura l’arma decisiva contro i turchi. Ma quella che per lui è ancora solo una speculazione teorica, per altri è questione di vita o di morte: ogni mossa di Galileo, infatti, è sorvegliata, e dai personaggi più diversi. Perché a Palmanova, in modo apparentemente casuale, si sono dati convegno nobili veneziani e inviati dell’impero ottomano, avventurieri e misteriose figure che si muovono nell’ombra. Tra cui la donna che, per prima, ha lasciato intravedere a Galileo le meraviglie dell’Occhio di Dio…

giovedì 6 agosto 2015

Generatore automatico di trame.



Da decenni nel mondo della narrazione corre una diceria, che finora nessuno è riuscito a provare come vera, o a derubricare una volta per tutte al ruolo di leggenda.
Parlo della misteriosa invenzione di Edgar Wallace, la sua Plot spinning wheel. Un artificio meccanico, costituito da una io più ruote girevoli su cui erano elencate un gran numero di situazioni possibili e di snodi narrativi. Combinando i quali in modo puramente casuale, il risultato consentiva di superare tutte quelle tragiche impasse creative che ben conosce chi si avventuri sull'aspro camino dell'invenzione di storie.
leggenda, probabilmente. Mentre appare più certo un analogo dispositivo creato da Erle Stanley Gardner, l'autore di Perry Mason. Si cui sono stati ritrovati gli appunti costruttivi. Mai lasciarsi prendere quindi dalla sconforto, scrittori in crisi. Anche per noi c'è una Ruota della Fortuna pronta ad aiutarci.